Il Decreto Lavoro 2026 introduce un’importante agevolazione per le imprese che trasformano i contratti a tempo determinato in rapporti di lavoro stabili. Previsto un esonero contributivo del 100%, fino a 500 euro al mese per lavoratore, per un massimo di 24 mesi.
Favorire l’occupazione stabile dei giovani e sostenere le imprese nella gestione del costo del lavoro: è questo l’obiettivo dell’Incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, introdotto dall’articolo 4 del Decreto Legge n. 62 del 30 aprile 2026, convertito dalla Legge n. 112 del 25 giugno 2026.
La misura rappresenta un’opportunità per i datori di lavoro privati che intendono trasformare i contratti a termine di lavoratori under 35 in contratti a tempo indeterminato.
Vediamo nel dettaglio come funziona l’incentivo, chi può beneficiarne, quali requisiti devono essere rispettati e come presentare la domanda all’INPS.
In cosa consiste l’incentivo alla stabilizzazione 2026?
L’agevolazione prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL.
Il beneficio è riconosciuto entro i seguenti limiti:
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- 500 euro mensili per ciascun lavoratore;
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- 24 mesi di durata massima;
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- 12.000 euro di agevolazione massima teorica complessiva per lavoratore.
Per i rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale viene ridotto proporzionalmente. In caso di rapporti che interessano soltanto una parte del mese, il limite giornaliero è pari a 16,12 euro.
Quali aziende possono beneficiare dell’agevolazione?
L’incentivo è destinato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla natura imprenditoriale dell’attività esercitata.
Possono quindi beneficiarne anche i datori di lavoro del settore agricolo, purché siano rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa.
Restano escluse le Pubbliche Amministrazioni.
Quali contratti possono essere trasformati?
L’incentivo riguarda esclusivamente le trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.
Per accedere al beneficio è necessario che:
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- Il contratto a tempo determinato sia stato instaurato entro il 30 aprile 2026.
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- La durata effettiva complessiva del rapporto a termine, comprese eventuali proroghe, non superi 12 mesi alla data della trasformazione.
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- La trasformazione avvenga senza interruzione del rapporto di lavoro.
L’agevolazione si applica sia ai rapporti a tempo pieno sia a quelli part-time, comprese le trasformazioni a tempo indeterminato nell’ambito della somministrazione di lavoro.
Non sono invece agevolabili le nuove assunzioni dirette a tempo indeterminato, i contratti a termine stipulati dal 1° maggio 2026 e le trasformazioni relative a rapporti esclusi dalla disciplina, come il lavoro domestico, intermittente e i rapporti dirigenziali.
Quali requisiti deve possedere il lavoratore?
Alla data della trasformazione, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente due requisiti fondamentali.
1. Avere meno di 35 anni
Il lavoratore non deve aver ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data della trasformazione del contratto.
2. Non essere mai stato occupato a tempo indeterminato
Il lavoratore non deve aver avuto precedenti rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche presso altri datori di lavoro.
Esistono tuttavia alcune eccezioni: precedenti rapporti di apprendistato, lavoro domestico a tempo indeterminato e lavoro intermittente a tempo indeterminato non impediscono, di per sé, l’accesso all’agevolazione.
Sono invece ostativi precedenti rapporti ordinari a tempo indeterminato, anche se cessati per dimissioni o per mancato superamento del periodo di prova.
Le condizioni che l’azienda deve rispettare
Il possesso dei requisiti del lavoratore e del contratto non è sufficiente. L’accesso all’incentivo è subordinato anche al rispetto di precise condizioni da parte del datore di lavoro.
Incremento occupazionale netto
La trasformazione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti, secondo i criteri previsti dalla disciplina applicabile.
Assenza di determinati licenziamenti
Nei sei mesi precedenti la trasformazione, il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva.
Inoltre, nei sei mesi successivi, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato o di altri lavoratori con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva può comportare la revoca del beneficio e il recupero degli importi già fruiti.
Rispetto dei contratti collettivi e della normativa sul lavoro
Il trattamento economico riconosciuto al dipendente non deve essere inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Sono inoltre richiesti la regolarità contributiva, il possesso del DURC e il rispetto delle norme in materia di tutela delle condizioni di lavoro.
Quali contributi restano a carico dell’azienda?
L’esonero del 100% non riguarda tutte le voci contributive.
Restano infatti dovuti, tra gli altri:
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- I premi e i contributi INAIL.
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- I contributi al Fondo di Tesoreria INPS.
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- I contributi destinati ai fondi di solidarietà e al Fondo di Integrazione Salariale (FIS).
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- Il contributo dello 0,30% destinato al finanziamento della formazione continua.
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- I contributi di solidarietà previsti dalla normativa.
L’agevolazione deve pertanto essere calcolata sulle sole componenti contributive effettivamente ammesse allo sgravio.
L’incentivo è cumulabile con altre agevolazioni?
In linea generale, l’incentivo alla stabilizzazione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive a carico del datore di lavoro applicati al medesimo rapporto.
È invece compatibile, nel rispetto delle rispettive discipline, con alcune misure di diversa natura, tra cui:
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- La maggiorazione della deduzione fiscale del costo del lavoro per nuove assunzioni, ove spettante.
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- L’esonero contributivo previsto per le aziende in possesso della Certificazione della Parità di Genere.
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- Le agevolazioni contributive riguardanti la quota a carico del lavoratore.
La compatibilità deve essere valutata caso per caso, per evitare sovrapposizioni non consentite.
Come presentare la domanda all’INPS
Per ottenere il beneficio, il datore di lavoro deve presentare un’apposita domanda telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo), utilizzando il modulo denominato ESTA.
La richiesta può essere presentata sia per trasformazioni già effettuate sia, in via preventiva, per trasformazioni programmate.
Nel secondo caso, l’INPS può accantonare le risorse disponibili, richiedendo all’azienda di perfezionare la trasformazione e trasmettere la relativa comunicazione obbligatoria entro 10 giorni.
Dopo l’autorizzazione, l’agevolazione viene fruita attraverso i flussi UNIEMENS, utilizzando il codice causale ESTA e il numero di protocollo della domanda.
L’accesso al beneficio è subordinato anche alla disponibilità delle risorse stanziate.
Perché valutare l’incentivo prima della trasformazione del contratto?
L’incentivo alla stabilizzazione 2026 può rappresentare un’opportunità concreta per le aziende che desiderano investire nella continuità dei rapporti di lavoro, riducendo il costo contributivo delle trasformazioni.
Tuttavia, la presenza di numerosi requisiti relativi alla storia lavorativa del dipendente, alla durata del contratto, all’incremento occupazionale e alla regolarità aziendale rende fondamentale un’attenta verifica preventiva.
Una valutazione effettuata prima della trasformazione consente di individuare eventuali criticità e verificare la possibilità di accedere correttamente al beneficio.
Studio Matera al fianco delle aziende
Studio Matera supporta le imprese nella valutazione delle agevolazioni contributive e nella gestione degli adempimenti legati ai rapporti di lavoro.
Il nostro Studio è a disposizione per verificare i requisiti dei lavoratori e delle aziende, valutare la spettanza dell’incentivo e assistere i datori di lavoro nella presentazione delle domande telematiche all’INPS.
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